venerdì 18 marzo 2022

Una bellissima visita al museo provinciale campano di Capua


Il giorno 15 di Marzo le classi IIAs, IIQ, IIZ del Liceo "E. G. Segrè" di San Cipriano d'Aversa si sono recate presso il Museo Provinciale Campano di Capua.
La visita è stata ricca di stimoli interessanti per gli studenti che, affascinati dagli innumerevoli reperti e dalle svariate testimonianze archeologiche del territorio, hanno avuto la possibilità di risalire alle diverse caratterizzazioni e fasi storiche dell'altera Roma, ossia dell’antica città di Capua nonché delle zone limitrofe.
Il Museo, aperto nel 1874 da Gabriele Iannello, accoglie i visitatori nel cortile contenente reperti di Terra di Lavoro, tra cui stele funerarie, ritrovate a Santa Maria Capua Vetere e rappresentanti un defunto o più di uno della stessa famiglia e una colonna raffigurante il dio Volturno, nome del fiume campano.
Lasciato il cortile, gli studenti hanno potuto accedere alla prima sala, chiamata delle “Matres Matutae”, ricca di statue di donne, sedute su troni con bambini in braccio. Tramite queste sculture le donne pregavano le dee affinchè potessero avere bambini e, se riuscivano ad ottenere la grazia, costruivano in onore delle dee queste statue per ringraziarle. 
Le sculture sono state ritrovate da ladri secoli dopo e abbandonate, per poi essere ritrovate da archeologi, che, durante le campagne di scavo, scoprivano anche un santuario sotterraneo, tanto grande da essere paragonato al tempio di Giove.
La Grande Sala, attigua alla precedente, conserva grandi statue, tra cui la “Mater Matuta”, non avente alcun bambino in braccio ma reggente con una mano la melograna, frutto sacro degli dei, con i semi a simboleggiare i futuri figli e con l'altra una colomba d'oro, segno di pace e del maschio. Le altre statue sono mamme con più di dieci figli, sedute su sedie gestatorie. Altre sculture di matres che allattano sono presenti in una terza sala ed è impressionante la differenza di dimensione tra le statue: le più grandi erano state fatte costruire da donne molto ricche ed infatti la mater raffigurata aveva orecchini, collane, bracciali e tanto altro, a sottolineare lo status sociale elevato della donna. 
Il rituale delle Matres Matutae prevedeva due preghiere: “uni virae”, donne sposate una sola volta con il marito ancora in vita, che frustavano le schiave perchè venivano a conoscenze di tradimenti, e la preghiera a nascita avvenuta, in cui la zia portava il bimbo all'altare della dea.
Altre sale suggestive del museo sono state rappresentate dalla “Stanza dei Re e delle Regine”, dedicata alla famiglia Borbone, la Sala dei volti, realizzata in epoca sannitica e in epoca romana, ricca di maschere, le Gorgoni, ricordate per la loro efficacia nello scacciare gli spiriti maligni dalle case cittadine; la Sala Mosaici, con diversi quadri di noti artisti, come Andy Warhol, Giuseppe Bonito e Modigliani.
Tra storia antica e recente, la visita guidata ha lasciato a noi studenti un'impressione di bellezza ed arte eterna, con il grande orgoglio di esserne parte integrante sia sul piano territoriale che su quello culturale. 

Letizia Mariateresa
Di Bona Rosaria, II Z 


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