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martedì 10 dicembre 2019

“SIATE LA VOCE, NON L’ECO"


Aversa, 27 Settembre - Oggi milioni di ragazzi in tutto il mondo sono scesi in piazza muniti di cartelloni per manifestare in occasione del Fridays for Future, un movimento ideato e messo in atto dalla giovanissima Greta Thunberg, la quale è riuscita, in poco tempo, a scuotere gli animi di tutti.

Ciò a cui abbiamo avuto il piacere di assistere è stato, senz'altro, l'intenso coinvolgimento emotivo dei manifestanti provenienti dal  casertano, giovani e maturi,che  insieme hanno destato la curiosità e catturato l'attenzione, servendosi di striscioni e cartelloni sui quali vi erano riportate parole che lasciano il segno. "Ci avete rotto i polmoni", così esordisce il liceo Emilio Gino Segrè di San Cipriano D'Aversa, marciando fino alle porte del Municipio d'Aversa, dimostrando con i fatti che quanto sta accadendo al nostro pianeta è un problema che ci accomuna tutti, e che pertanto non va ignorato, bensì trattato con le migliori cure ed attenzioni possibili. Ancora una volta i giovani hanno fatto sentire la loro voce, urlando a squarciagola per far capire al mondo intero che sono pronti ad affrontare questa lotta ed invitando chi non l’ha ancora fatto, a rimboccarsi le maniche insieme a loro; perché è solo insieme che si può fare la differenza.

Maria Cioffo
Maria Mercadante
lll Z

mercoledì 5 giugno 2019

ARTE COME MODO DI ESPRIMERSI



Il 27 Maggio c.a. si è svolta la Giornata dell’arte e della creatività per la valorizzazione del territorio, organizzata dalla Consulta provinciale degli studenti, presso L’ISISS “Righi-Nervi-Solimena” di Santa Maria Capua Vetere. L’attività ha coinvolto numerosi istituti di istruzione secondaria superiore della provincia, tra cui il nostro. La giornata, in un’armonia di creatività, ha visto l’espressione di tutte le forme d’arte: canzoni, balli, disegni, dipinti, manufatti artistici. Il nostro liceo, rappresentato dalla classe 3^Bs, ha presentato diversi contributi, frutto dell’approfondimento di tematiche di attualità, quali educazione ambientale, violenza di genere, intercultura. Sono stati particolarmente apprezzati i gioielli, realizzati con materiali riciclabili, e originali disegni artistici. La giornata ha coinvolto veramente tutti e ha dimostrato, ancora una volta, che l’arte è sempre un canale efficace e valido per esprimersi.

Maria Cioffo
Ilaria Guarino
IIZ

“LIBERTÀ DI PAROLA”: PAROLA SÌ, MA LA LIBERTÀ?



17 maggio, Aversa- Molti giovani hanno dichiarato di sentirsi soli, perché nessuno più è disposto ad ascoltarli. Ad ascoltare le loro parole. “Ciao, posso dirti una cosa...”
“Non ho tempo ora, magari più tardi”; stranamente quel più tardi non arriva mai. Però, quando le parole degli altri iniziano ad avere conseguenze, apparentemente negative, nella vita di tutti, si comincia a prestargli attenzione. Parole pungenti, come “omosessuale”, vengono bandite dalla nostra società, la quale non accetta il diverso. Ma diverso da chi?
Si parla tanto di “libertà di espressione”, “libertà di parola”, ma a conti i fatti, tutti si lasciano influenzare dal pensiero degli altri. Le parole altrui risultano più importanti di quelle della persona stessa che parla. Così, quando quest’ultime vengono utilizzate per ferire, per annientare, portano alla distruzione della persona stessa. Ne sono un esempio i numerosi suicidi da parte di molti giovani che, a causa di offese o discriminazioni di ogni genere, hanno deciso di porre fine alla propria vita. 
Ed eventi del genere continueranno a susseguirsi se la società, la nostra società, non adeguerà i ragazzi ad un uso corretto della parola. Si, perché la parola deve essere dosata e si deve sapere usare, perché se è davvero l’arma che differenzia gli esseri umani dagli altri esseri viventi, allora è l’arma più potente che si possiede. Arma a doppio taglio, da una parte mortale, dall’altra vitale. E tu, da che parte stai?


Maria Cioffo IIZ

sabato 4 maggio 2019

"Solo un prete": Luigi Intelligenza e Don Giuseppe Sagliano raccontano Don Diana






L’Agro Aversano ha fama di essere terra “sconsacrata”, set di scenari degni dei libri di Roberto Saviano, una terra di nessuno in cui i poveri abitanti sono abbandonati a se stessi, e alle malattie che i loro compaesani  hanno fatto in modo che nascessero, crescessero e venissero coltivate proprio sul suolo calpestato ogni giorno per andare a lavoro o a scuola.

Può succedere a volte, che in un luogo del genere, nasca qualcuno che ha voglia di far sentire il proprio pensiero, e può succedere che questo qualcuno non abbia bisogno di urlare, bensì di scrivere.

Luigi Intelligenza è uno scrittore e giornalista free-lance; vive a Villa di Briano e proprio lì ha fondato l’associazione culturale Naif nel 2007, con l’intento di restituire alle “terre di camorra”, la passione per la letteratura e la scrittura. Nel 2018, sotto la guida di Don Giuseppe Sagliano , scrive un libro su Don Giuseppe Diana, prete anticamorra mitizzato e martirizzato dai media e dai casalesi, con lo scopo di strappare il velo creato dai giornali e dalla televisione, che ha fatto si che Don Peppe Diana diventasse un supereroe ligio alla sua guerra contro la camorra, toccando infatti il lato umano del prete e  grazie alla testimonianza di Don Sagliano, può raccontarlo tramite gli occhi di chi gli è stato accanto, durante il suo cammino spirituale e la sua vita da curato. Il libro si intitola “Solo un prete”.

Il 18 marzo 2019, alcune classi del liceo “Emilio Gino Segrè”  hanno avuto il piacere di incontrare i due autori del libro in Aula Magna, per dibattere e capire quanto lavoro si celi dietro la stesura di un libro. All’incontro hanno presenziato anche le professoresse Corvino Ornella e Bove Clelia, testimoni dirette dell’operato di Don Diana in quanto partecipi attive dell’associazione cattolica di Casal di Principe negli anni ’80.

Luigi Intelligenza, che gli studi li ha conclusi pochi anni fa, con grande entusiasmo ha coinvolto sin dal principio tutti i ragazzi presenti, riuscendo a tenere viva l’attenzione con gli interessanti racconti del “dietro le quinte” del romanzo. Gli animi sensibili e accorti degli scrittori emersi dai loro sguardi, e quelli di Intelligenza hanno scrutato il volto di ciascun alunno e si sonoriempiti di meraviglia ascoltando le domande, i pareri e rispondendo con la disinvoltura e la semplicità di chi ha partecipato, senza mai perdere la passione, all’ennesimo seminario.

Ma lo sguardo di vera e propria ammirazione è stato quello di Don Peppe Sagliano, che, mentre si sistemava il collarino ecclesiastico, rilasciava perle di saggezza che solo l’esperienza e il contatto con una moltitudine indefinita di fedeli,possono regalare.  Don Giuseppe Sagliano era circondato da un’aurea che contraddistingue i curati, a metà tra la beatitudine e la saggezza, come se nelle rughe del volto celasse tutti i segreti e le confessioni ricevute negli anni, e ne portasse il peso sulle spalle. Entrando in fretta nell' aula,a causa di un lieve ritardo dovuto ad un altro incontro, ha rilasciato un odore di incenso nell’aria, e una volta seduto ha iniziato a trattare i presenti come dei fedeli ascoltatori di una qualche sua omelia domenicale. Con la voce rauca, e di tanto in tanto spezzata dall’emozione, insieme alle professoresse presenti, ha ricostruito la vita di Don Peppe Diana, raccontandola come si racconta una favola ai nipotini, con la stessa dolcezza e attenzione nei particolari. Il ricordo del grande amico, della guida e del prete che Don Diana è stato, ha regalatomomenti di emozione e ilarità generale, rendendo non solo interessante l’incontroma anche particolarmente toccante.

Importanti sono state le testimonianze delle professoresse Bove e Corvino, all’epoca ragazze come gli alunni presenti, che hanno raccontato scorci di vita quotidiana,lasciando trasparire l’immagine di un Don Peppe sempre felice,entusiasta , attento ai bisogni e alle necessità altrui, ma soprattutto profondamente devoto, non solo al Signore, ma alla vita stessa, intesa come portatrice di gioia per la sua essenza ed effettività; era grato a Dio per il solo fatto di esistere, e trattava qualsiasi vita con estrema accortezza.

Il momento di massima commozione generale,è dovuto a Don Sagliano, che con le mani aperte come a pronunciare un Padre Nostro, e la voce spezzata dalla suggestione del momento e dai ricordi che affioravano nella sua mente, ha raccontato la genesi del Centro Immigrazione di Casal di Principe , ad opera dell’immensa carità di Don Peppe Diana.

Durante tutto l’incontro, nell’aria è rimasta sospesa una frase, che nessuno dei conferenti ha avuto il coraggio di pronunciare, ma aleggiava nella stanza come un messaggio, con la speranza che tutto ciò che è stato scritto, detto e filmato sulla vita di Don Peppe Diana non sia stato vano,e possa rimanere nel tempo, immutabile.

Nessuno muore realmente finché vive nel cuore di chi resta”
Nunzia Di Puorto
VL

martedì 26 marzo 2019

L'evoluzione della figura femminile nel corso dei decenni



Il giorno 12 Marzo, a pochi giorni dalla celebrazione della giornata internazionale delle donne, si è tenuto nell’aula Magna del nostro istituto un seminario su “L’evoluzione della figura femminile nel corso dei decenni”, a cui hanno preso parte le classi IIIP, IIIR, IIIZ, IVB, VA, VZ, che hanno interagito discutendo riguardo le condizioni della donna nella storia fino al giorno d’oggi, guidate  dalle volontarie dell’associazione  Albarosa, tra cui Angela Bortone, psicologa, Elisabetta Corvino, responsabile delle politiche educative, Melania Corvino, psicologa e psicoterapeuta, Lucia di Bello, avvocato e dottoressa in psicologia,  Doriana Russo, avvocato, Raffaella Annunziata Serao, assessore della cultura, Domenica Tonziello, responsabile dei rapporti con il territorio.
Durante l’incontro sono state trattate e approfondite tematiche  quali il valore sociale delle donne nei vari paesi del mondo, le violenze consumate su di esse e la necessità di trovare la forza ed il coraggio di denunciare qualsiasi tipo di abuso o violenza, fisica e verbale, al fine di educare i giovani, ed in particolare i ragazzi, al rispetto nei confronti di quello che per secoli è stato a torto definito “sesso debole”. Sono inoltre numerose, ad oggi, le tutele legali nei confronti delle donne vittime di violenza, e le leggi e i centri di auto che possono rassicurare e spingere a denunciare, tra cui lo stesso sportello “Oltre il silenzio”, di San Cipriano d’Aversa.
L’incontro è infine terminato con la presa di una maggiore consapevolezza sull’attuale stato della donna in ambito sia lavorativo che sociale.



Nikla Nobis
Ida Cantone
VZ

venerdì 15 marzo 2019

Il liceo “E. G. Segrè” alla “Giornata Mondiale della Lingua e della Cultura Greca”


A Napoli un evento per celebrare il mondo greco. Il tema di quest’anno: “ Il viaggio delle idee”.

Nei giorni 08 e 09 febbraio 2019 si è tenuta, a Napoli, nella “Sala dei Baroni” del Maschio Angioino, Castel Nuovo, la “Giornata Mondiale della Lingua e della Cultura Greca”, un incontro per  celebrare la lingua greca, che, come ha affermato Jannis Korinthios, organizzatore dell’evento, non deve essere considerata “morta”, ma tuttora esistente. Il professor Korintios e le autorità presenti hanno inoltre sottolineato il ruolo imprescindibile della città partenopea nell’ospitare un evento di tale importanza, essendo stata Napoli una delle colonie della “Magna Graecia” e avendo custodito per secoli il patrimonio linguistico greco, insieme a quello latino.
Quest’anno hanno partecipato all’evento circa quaranta scuole, sia italiane sia greche, e non sono mancate dirette in videoconferenza con la Grecia, per “raccontarla” agli italiani. Notevole, in tale ottica, è risultata l’esibizione del Ginnasio greco di Maratona, volta a commemorare le vittime dei numerosi incendi che colpiscono attualmente la Grecia.
Gli studenti partecipanti di ogni Istituto hanno presentato le attività svolte a scuola  inerenti al tema scelto quest’anno: “Il viaggio delle idee”, ossia in che modo un’idea possa “viaggiare” nei limiti del tempo e dello spazio …
L’indirizzo classico del nostro liceo, l’“Emilio Gino Segrè” di San Cipriano d’Aversa, ha partecipato all’evento, esibendosi con la lettura di diversi brani degli autori della letteratura italiana e mondiale, accompagnata da riflessioni espresse da alcuni alunni delle classi III Z, IV Z e V Z, incentrate sulla figura di Ulisse, l’eroe della “mètis” che ha fatto del viaggio la sua più grande esperienza. L’esibizione è stata suddivisa in sei scene, in ognuna delle quali è stata analizzata più in profondità la figura di questo eroe enigmatico. La prima scena è incentrata sulla descrizione omerica dell’eroe, in particolare riferita all’ “Odissea”, con la lettura di alcuni versi di Omero; la seconda scena ha previsto la lettura di alcuni testi di Pindaro, di Sofocle e di  Virgilio in merito alle caratteristiche negative di questo personaggio, culminanti nel “folle volo” descritto da Dante Alighieri nel canto XXVI dell’“Inferno”, tematica della terza scena messa in atto; nella quarta scena si sono analizzate la sofferenza e la nostalgia dell’esule per la propria patria e per la propria famiglia, facendo riferimento al componimento “A Zacinto” del poeta neoclassico e preromantico Ugo Foscolo e al testo di Giorgos Seferis; la quinta scena ha messo in atto la lettura dei testi di Guido Gozzano e di Gabriele D’Annunzio, che riflettono la figura di Ulisse in uno scenario di esaltazione e di dissacrazione di essa. L’ultima parte dell’esibizione ha dato spazio all’ “interminabile viaggio dell’uomo” con la lettura dei testi di Alfred Tennyson, Konstantinos Kavafis e Umberto Saba, i quali hanno riflettuto, esprimendo le proprie idee, sull’imprevedibile viaggio della vita umana …
La performance degli alunni è stata seguita in streaming sulla pagina Facebook dedicata.
La “Giornata Mondiale della Lingua e della Cultura Greca” è stata un’esperienza che ha permesso la condivisione e lo scambio di riflessioni tra i giovani e ha fatto comprendere come il viaggio delle idee dagli antichi a noi abbia contribuito non solo alla “crescita” delle nuove generazioni, ma anche a sviluppare un sentimento squisitamente filoellenico.
                                                                                                           Fabiana Cantiello IV Z 


mercoledì 23 gennaio 2019

Intervista ai volontari AIL


Da quasi cinquant’anni l’AIL(Associazione Italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma Onlus)  pone al centro della sua filosofia  e della sua attività il malato e la sua famiglia, nel totale rispetto della persona e della dignità umana.

Il 5 Dicembre 2018, Giornata Internazionale del Volontariato, l’associazione, che fa visita alle scuole italiane con il proposito di promuove e sostenere la ricerca scientifica, sensibilizzando l’opinione pubblica sulla lotta contro le malattie del sangue, ha fatto visita, tra le tante, anche alla nostra scuola. L'iniziativa si è svolta, in 4800 piazze italiane, grazie all’impegno di migliaia di volontari che hanno offerto una stella di Natale in cambio di un contributo di 12 euro. È stata unoccasione per conoscere più da vicino alcuni dei volontari che fanno parte della grande famiglia AIL, ed è in questoccasione che cè stato modo di intervistarli e scoprire cosa li spinge a compiere un gesto damore come questo.

Vi postiamo, quindi, qui di seguito l’intervista.

«Cosa l’ha spinta a fare volontariato?»

« È stata principalmente la mia collega che, da questa lunga e dura lotta, è uscita vincitrice. »

«Nel corso degli anni, grazie anche alle donazioni e al contributo dei volontari, quali passi avanti sono stati fatti nel campo della ricerca?»

«I picchi dei dati relativi alle morti per leucemia si sono notevolmente abbassati nel corso degli ultimi trent’anni. L’AIL è nata circa cinquant’anni fa, e quest’anno festeggiamo la trentesima edizione delle “Stelle di Natale”; sono inoltre stati fatti tantissimi progressi non solo in campo medico, ma anche per quanto riguarda l’assistenza medica agli ammalati, come le case costruite per ospitare persone colpite da questa stessa malattia, in modo da facilitare l’accesso alle cure, anche in vista delle ingenti spese a loro carico e dello stress fisico a cui, altrimenti, sarebbero sottoposti.»

«Quanto è, e quanto è stata generosa la popolazione della Campania con la vostra associazione?»

« È il primo anno che ci rivolgiamo ad un istituto superiore, e sono rimasto molto colpito dalla generosità e dalle risposte certamente positive alla nostra richiesta di aiuto. La speranza è dunque che questa campagna di sensibilizzazione serva ad incrementare la partecipazione della comunità, anche in un futuro prossimo, dunque la risposta alla domanda  precedente è: sì, la Campania risponde bene!»

«Per quanto riguarda, invece, il tasso di leucemie diagnosticate in Campania, intorno a che numero si aggira?»

«Al momento non siamo a conoscenza di dati precisi, purtroppo, ma è sicuramente più alto in confronto ad altre regioni d’Italia.»

Così si è conclusa l’intervista per la realizzazione della quale abbiamo avuto il piacere di fare la conoscenza dei nostri volontari AIL.

Ida Cantone
Nikla Nobis
VZ

mercoledì 19 dicembre 2018

RICORDI...


La pausa natalizia è ormai vicina, sono trascorsi  tre mesi dall'inizio delle attività didattiche,   il pensiero torna a quel lontano “primo giorno di scuola" e immagini, sensazioni, emozioni scorrono davanti agli occhi e riaffiorano nella mente…
"Dal gruppo “segreto” del Segré cominciano ad arrivare decine di notifiche al minuto, che danno ufficialmente inizio alla compravendita  di libri, il gruppo di classe comincia a prendere vita su whatsapp, lo capisci così che la scuola sta per cominciare.  L’estate è volata, o forse si è protratta per un tempo che ti sembra immenso. In realtà non si sa mai se considerarla una cosa positiva o negativa ma, ad un certo punto, comincia a mancarti qualcosa, come quando ti svegli una mattina e non hai nulla da dover studiare, tutte le pagine arretrate dopo ogni interrogazione  o anche prima, che poi diventavano libri e non sai più come uscirne vivo, senza essere schiacciato dal peso di tutti i due che vedevi avvicinarsi col passare delle ore e dei giorni; quando sei in camera tua e ti cade l’occhio proprio su quello scaffale della libreria che straborda di libri e quaderni vecchi, o sui dizionari che non usi da mesi, e pensi che non sarai mai più in grado di tradurre una versione da sei, se mai ne avrai tradotta una; quando ti metti a letto alle due di notte e non è perché hai studiato fino a tardi e hai impostato una sveglia che suonerà dopo tre ore per ripetere greco prima dell’interrogazione, quando il tuo compagno di vita che, per convenzione, chiameremo “ansia” va in vacanza, ed ad un certo punto ti manca anche lui: non lo avresti mai detto!
Ed è quando suona la campanella che ti si forma un groppo alla gola. Gli anni del liceo ti stanno scivolando tra le mani e tu sei lì, fermo, aspettando, come se dovesse accadere qualcosa da un momento all’altro, ma la verità è che capisci che la vita continua ad andare avanti, πάντα ῥεῖ e, forse, anche la tua adolescenza. Un po’ ti tremano le mani e ti senti ridicolo, quindi cambi espressione e ti fai coraggio.
Il tuo ultimo primo giorno di scuola.
Sembrava assurdo fino a poco tempo fa, ma ci sei. Tante aspettative, tanti progetti, i sorrisi dei compagni di classe di una vita, i viaggi, l’odore di libri e l’esame dietro l’angolo. Ad un tratto temi di non farcela, ma è quando guardi gli altri, che ti hanno accompagnato in questo lungo percorso che si chiama liceo, capisci che ormai il salto è vicino, e a te non fa paura. Non più.
Si potrebbe essere emozionati, ansiosi o anche preoccupati, ma la verità è che il primo giorno di scuola non si è nessuna di queste cose, o forse tutte quante insieme. È un giorno come un altro, e se sei stato fortunato , i professori saranno quelli che già conosci e quelli che ti hanno accompagnato per cinque anni, e questo ti avrà permesso di risparmiare giga visto che non hai dovuto stalkerare nessun nuovo arrivato, o quasi." 

Ida Cantone
Nikla Nobis
  VZ

venerdì 25 maggio 2018

Il mito di Antigone: disambientazione, straniamento e modernità

Il giorno 15/05/2018 gli alunni dell’indirizzo classico hanno partecipato ad una lectio magistralis sulla riscrittura del mito di Antigone nel ‘900, tenuta  dalla prof.ssa Elena Porciani, docente di Letteratura comparata presso il  Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’ Università “Luigi Vanvitelli”. 
Protagonista della conferenza Antigone, non solo nelle vesti della figura sofoclea ma nella sua dimensione simbolica di eroina della libertà, attraverso la storia, la letteratura, il cinema del Novecento.
In apertura viene proposta la sorprendente analogia tra il mito di Antigone e la vicenda di Aldo Moro: come il cadavere del fratello di Antigone, privo di sepoltura, è preda degli avvoltoi, così il corpo di Aldo Moro, ancora oggi, sembra essere insepolto, in un vortice di perché e punti interrogativi. È senz’altro un accostamento particolare, eccellentemente elaborato dalla professoressa, che deriva da un metodo innovativo, quello di disambientare il mito di Antigone, ambientarlo cioè in un nuovo “locus” e, allo stesso tempo, disorientarlo e straniarlo. Non è di certo la prima persona, Elena Porciani, come lei stessa precisa, ad avvalersi di tale metodo; sono molti i filosofi e gli scrittori che hanno disambientato la figura e il mito di Antigone, adattandolo al periodo storico o allo stato emotivo proprio. La vera fortuna di questo mito, infatti, è l’assenza di una chiave di lettura standard e la figura ambigua, ambivalente e sfuggente di Antigone. Non si hanno risposte, ma solo apparenti soluzioni, mai pragmatiche. Altro esempio, riportatoci durante la conferenza, è quello del filosofo Steiner, che presenta la figura di Antigone come la meno razionale , sorprendentemente assolutistica e la oppone a quella di Creonte, del tutto razionale, evidenziando come  Sofocle non sostenga l’uno o l’altro personaggio, ma invita  il lettore a riflettere. Altro punto di vista proposto dalla professoressa Porciani  è quello di Hegel che, invece,  presenta la figura di Antigone  in una prospettiva patriarcale dalla valenza negativa. Viene sfatata l’immagine della protagonista di mito come portatrice di libertà, travisando la concezione di “ghenos” sofocleo: il forte desiderio di voler riservare una degna sepoltura al fratello non è un concetto legato al “pathos”, ma all’appartenenza del fratello al suo stesso clan. Viene per cui presentata Antigone nelle vesti di paladina della libertà, del fratello e non della società.  L’immagine dell’eroina viene ulteriormente modificata dagli studiosi e pensatori del Novecento, che si schierano dalla parte di Antigone poiché, con la Prima Guerra Mondiale e l’affermazione delle dittature, diventa l’emblema della ribellione non violenta alla tirannide e all’ingiustizia. Infatti, ne “Le tre ghinee” di Virginia Woolf amplia il discorso di “philia”, fino ad ora ritenuto non come amore universale, ma riservato al “ghenos”,  modificando l’essenza della figura di Antigone in quanto tutrice di libertà e di amore universale.
Con lo scorrere del tempo e l’evolversi della società ci si è sempre di più allontanati dai valori sofoclei e dai personaggi del mito sono emersi quelli che psicologicamente e moralmente sono più vicini all’attuale mentalità. In questo nuovo contesto emerge la figura di Ismene, sorella di Antigone, nella quale si rivede Grete Weil, autrice del romanzo “Mia sorella Antigone”. Nell’opera autobiografica, che ripercorre il terrificante genocidio del Novecento, l’Olocausto, la scrittrice fa emergere i suoi sensi di colpa: “in primis” non essere riuscita a liberare il marito, prima che fosse ucciso e di aver inoltre collaborato con i nazisti per sopravvivere. Come Ismene, che non è riuscita ad essere un sostegno per la sorella nella sua lotta, così anche Grete/Ismene non riuscirà ad aiutare i suoi cari e soprattutto se stessa. È da quest’ultimo esempio sull’ambiguità e sulla versatilità del mito sofocleo, che si sviluppa un animato dibattito sulla modernità di Antigone, che coinvolge, stupisce, affascina, ieri come oggi.

 Raffaella Cecoro, IIIZ


mercoledì 23 maggio 2018

Il massacro degli Armeni, dal negazionismo alla necessità di fare memoria



Lo scorso 12 maggio si è tenuta, presso l'Aula Magna del nostro Liceo, una conferenza mirata alla sensibilizzazione e all'informazione riguardo il genocidio degli armeni, avvenuto a partire dal 1915.
In quell'anno più di un milione e mezzo di persone persero la vita, brutalmente freddate dai soldati panturchisti in un disperato esodo verso l'Anatolia, da loro mai raggiunta.
Medzyeghern, "grande massacro", è il nome che il popolo armeno attribuisce all'accaduto, così come la Turchia, che per più di cento anni, ha attuato una politica di forte repressione, a dispetto  delle accuse avanzate dai venti paesi che riconoscono la strage come effettivo genocidio.
"Guardino gli affari loro prima di puntare il dito", ha affermato nel 2016 il sultano turco che, analogamente ai suoi predecessori, ha messo a tacere in maniera brutale ogni tentativo da parte degli armeni di riportare alla luce la verità.
Gevorg Tvmasyan e Vahe Keuchguerian, due rappresentanti della Comunità Armena di Napoli, hanno condiviso, con le classi presenti, il ricordo ancora vivo di quei giorni, i racconti di chi è sopravvissuto e la sete di giustizia che da anni spinge la comunità alla battaglia per il riscatto.
L'iniziativa ha contribuito a sensibilizzare gli alunni relativamente alla tragedia del popolo armeno, che per troppo tempo è stata coperta nel silenzio ipocrita di chi non vuole attribuirsi colpe. Con l'intervento finale della preside Lastoria si chiude il convegno, con l'auspicio che la forza della memoria sia un monito per le generazioni presenti e future.

Anna Emanuela Madonna, 15/05/2018

venerdì 18 maggio 2018

Premiazione Alboscuole


Tra le colline della Toscana e il profumo della primavera, il 19 aprile 2018 a Chianciano Terme Ischool è stato premiato come uno dei migliori giornali d’Italia per la quarta volta.
Centinaia di ragazzi, bambini e professori, un miscuglio di voci, colori e odori diversi. Nell’aria il fermento dell’eccitazione. A salire sul palco sono molti professori. La redazione di Ischool viene rappresentato dalla professoressa Simona Ferraiuolo, a cui viene consegnato il premio. L’orgoglio e la felicità le si leggono nello sguardo. Le parole non possono descrivere l’emozione e cosa, in realtà, rappresenti il nostro giornalino scolastico: nato tra i banchi di scuola, dall’idea di semplici ragazzi.
Un’esperienza senza precedenti che è toccata alle alunne Alessandra Iorio e Ida Cantone di 4Z, anche loro in rappresentanza della redazione. La cerimonia di premiazione ad opera di Alboscuole (Associazione Nazionale di Giornalismo Scolastico) si è trasformata in un vero e proprio raduno: ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia, amanti dell’arte, della letteratura, della cultura. Il profumo di vita e risate. Sotto il cielo azzurro storie e persone diverse si sono mescolate, piccoli e grandi giornalisti, professori e sognatori, tutti accomunati dall’amore per l’arte dello scrivere, mentre uno dopo l’altro venivano consegnati i premi. 

 Ida Cantone IVZ

venerdì 9 dicembre 2016

CECITA'

L'amore per la cultura riesce difficilmente a trovare spazio nel 21 secolo, nonostante ciò alcuni ragazzi continuano a nutrire una forte passione per quest'ultima.
Un esempio è rappresentato dall'evento culturale organizzato dagli alunni della 5A , i quali, guidati dalla professoressa Anna Maria Guarino, hanno presentato e analizzato il libro 'Cecità' di Josè Saramago.
In un tempo e un luogo ignoto viene sviluppata la vicenda, in cui un paese intero viene colpito da una misteriosa e inspiegabile epidemia definita come 'Cecità Bianca'. Tale epidemia genera egoismo collettivo e scatena la parte animale di ogni essere, che porta ad una perdita della dignità.
In un clima di lotta per la sopravvivenza, ognuno pensa al proprio benessere .   

 Gli alunni, individualmente, hanno esposto le varie tematiche trattate all'Interno del libro, delineando
gli aspetti più importanti e traendone importanti insegnamenti di vita.
Svolgendo un’ analisi critica accurata, ogni ragazzo ha presentato l’argomento più sentito. Tra i vari, ricordiamo: il tema della perdita d’identità , conseguenza della cecità, che rende tutti uguali; quello dell'amore; quello della violenza sulle donne, tematica molto attuale ai giorni nostri; il nichilismo e la sopraffazione.  Il vero cieco è colui che vede con gli occhi. Bisogna scendere alla sostanza, cogliere la vera essenza delle cose.  Saramago ha il coraggio di denunciare la drammatica condizione umana, l'indifferenza nella quale vive e una cecità desiderata  dall'uomo che, non volendo accettare la realtà, finge di non vederla. Una cecità che, sottoforma di allegoria, esprime realismo, degrado sociale, morale, civile e psicologico. Inoltre ,durante la presentazione ci sono stati vari e piacevoli intermezzi musicali finalizzati ad approfondire i temi trattati nel romanzo.

Giusy Pirozzi, Maria Iorio e Maria Giuseppa Cantiello

martedì 4 ottobre 2016

Back to work!

Ormai la scuola è cominciata da due settimane e noi poveri studenti siamo già completamente sotto stress, i capelli hanno cominciato a cadere e, per la fine dell’anno ,saremo tutti pelati e tristi.
Riprendere il ritmo è senza dubbio la cosa peggiore, le nemiche giurate di tutti gli esseri viventi e non, le sveglie, hanno cominciato a perseguitarci di nuovo anche quest’anno e non ci resta che sopportarle, altrimenti arriveremmo a scuola all’orario di chiusura.
Il ritmo però non è l’unica cosa a cui dobbiamo (ri)abituarci: quest’anno è stata stravolta, per sopperire alla mancanza di aule, tutta l’organizzazione scolastica con turni pomeridiani,settime ore e auto-defenestrazioni giornaliere di allievi.
Noi della redazione, in ogni caso, siamo prontissimi ad effettuare sopralluoghi qualora fosse necessario.
L’anno è appena cominciato, facciamoci valere e rendiamolo indimenticabile!!
Non dimentichiamo che la conoscenza è la nostra arma contro l’ignoranza e i pregiudizi ed è l’ asso nella manica per costruire un futuro all’altezza delle nostre aspettative.
Esprimete voi stessi, ne avete la possibilità.
Buon anno scolastico, Segrè!

Giusy Pirozzi

giovedì 9 giugno 2016

It's over

Non voglio mentire a me stessa né  a chiunque leggerà questo mini-articolo, ormai la scuola è finita,la tanto attesa Summer 2016 è arrivata ed io , come tutti gli adolescenti con il post sbronza dello studio intensivo durante il mese di maggio, non riesco a credere che finalmente avremo un po' di relax (eccetto i ragazzi del quinto anno per ora, hold on ragazzi!).
Perchè diciamoci la verità ne abbiamo bisogno tutti, sia noi studenti pigri e senza più  energie sia i prof che ne non ne possono più di correggere compiti ad
infiniti.  Questo è stato un anno molto dinamico e operoso per il nostro giornale: c'è stato un botto di nuovi e attivi iscritti a settembre,alcuni hanno lasciato a causa degli impegni, altri hanno continuato a riempire la nostra piattaforma di parole e idee, tanto che quest'anno abbiamo pubblicato più articoli degli anni precedenti.
Ancora una volta abbiamo ricevuto il meritato riconoscimento
da Alboscuole e la nostra notorietà sta crescendo sempre più.
Alla fine il giornale sta compiendo il suo lavoro, continuando a dare la possibilità a tutti i ragazzi di esprimere se stessi e le proprie opinioni,sfruttando quella grande passione che ci lega con un filo invisibile:la scrittura.
Ovviamente con l'appoggio e il sostegno della Professoressa Ferraiuolo che da anni ormai si prende cura di noi e del giornale, come una chioccia con i suoi pulcini.
Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno sostenuto il giornale e ci hanno accompagnati in quest'anno scolastico 2016.
E, rullo di tamburi, un abbraccio va a tutti gli scrittori che hanno avuto fiducia nelle proprie capacità e il coraggio di esprimere se stessi sul nostro blog.

 Giusy Pirozzi

martedì 7 giugno 2016

Una lezione speciale












                                                                                                                                                             
                                                                            Marco Reccia
                                                                            Gioia Ajumobi
                                                                            Celeste Dazzi

giovedì 19 maggio 2016

Alboscuole 2016: scambio di idee e di sogni


Occhi attenti, sorrisi dipinti sui volti ancora stanchi per il viaggio, ma altrettanto entusiasti in un pullulare di idee e parole che non vedono l’ora di uscire dalle teste di tutti i partecipanti alla  manifestazione.
 In questo scenario poetico si è aperto il Meeting Alboscuole 2016, storica manifestazione che premia le redazioni scolastiche più attive e intraprendenti di tutta la penisola.
Anche quest’anno, il nostro Giornale è  riuscito ad ottenere il tanto ambito riconoscimento, accaparrandosi il Premio Nazionale Giornalista per un giorno per la sezione Attualità. 
Una piccola rappresentanza di Ischool, accompagnata dalla professoressa Simona Ferraiuolo, ha preso parte all’evento e ad una precedente lezione di giornalismo del dottor Di Liegro.
Il giornalista, con entusiasmo, è riuscito a rendere partecipi tutti i presenti, in un clima in cui la conoscenza e la passione erano tangibili dai toni e dall’attenzione che regnavano nell’aria.
Un vero e proprio miracolo è avvenuto: l’unione di persone con la stessa infinita passione, a stento contenuta dalle solide mura del Palazzetto dello sport di Chianciano Terme.
Di Liegro ha parlato del ruolo del giornalista nella nostra società, dipingendolo quasi come un eroe, con il compito di informare, attraverso la precisa rappresentazione della realtà .
La verità  molto spesso è dura e scomoda, ma deve pur essere rivelata da qualche personaggio tanto coraggioso da innalzare quel grido di ribellione, quel sorriso di gioia o quel sospiro di dolore.
E' stato un vero e proprio confronto di idee e conoscenze tra i neogiornalisti e il giornalista a tutti gli effetti, che ci ha sottolineato l'importanza dell'attendibilità delle notizie e delle fonti da cui queste si attingono.
E' facile essere abbindolati!
Parole in grassetto e colori ipnotici incantano gli occhi, ma un vero giornalista deve essere più forte di questo, deve avere la mente  pronta a capire l'inganno e diffondere sempre la verità.

Durante la premiazione, pochi rappresentanti delle rispettive redazioni sono stati invitati sul palco a ricevere i premi .
Non c'è niente di più bello che essere premiati per una delle proprie passioni!
Gioia ed euforia erano il re e la regina di quel pomeriggio primaverile.
 L'esperienza si è conclusa con una serata danzante, che ha visto i giornalisti trasformarsi in ballerini improvvisati sullo sfondo di accecanti, ma piacevoli luci stroboscopiche.
Ma come tutte le cose belle,anche quest'esperienza è terminata in men che non si dica e, come Cenerentola a mezzanotte è ritornata nella sua umile dimora, il 28 aprile anche noi siamo ritornati a casa.
E' stata un'esperienza meravigliosa che ci ha permesso un confronto con altre redazioni, un proficuo scambio di idee e 
aspirazioni .
Un ringraziamento speciale va a coloro che hanno permesso tutto ciò, al prossimo anno!


Giusy Pirozzi

martedì 10 maggio 2016

ParoliAmo: un gruppo e un ricco bagaglio culturale

Al Liceo Emilio Gino Segrè vantiamo, fra le altre cose, anche la nascita di una vera e propria comunità extra scolastica, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, e in particolare grazie alla famosissima applicazione “whatsapp” che ha consentito di creare un gruppo con lo scopo di far arricchire, giorno dopo giorno, il bagaglio linguistico e culturale di noi studenti attraverso la scoperta e  l’apprendimento di nuovi vocaboli. Tale operazione si svolge in maniera leggera e divertente sotto la supervisione di colei che si è fatta  promotrice di questo nuovo progetto, il quale sembra essere sempre più  interessante e stimolante. Ecco, allora, che un grazie speciale va alla Prof.ssa Annamaria Guarino, la quale ogni giorno, in maniera totalmente volontaria e senza alcuna pretesa, lascia agli studenti termini nuovi, affinché quest’ultimi possano diventare noti grazie ad un’indagine etimologica svolta da studenti interessati e laboriosi.
 “Paroliamo” è il nome di questo gruppo nato il 3 Marzo di quest’anno, e che negli ultimi giorni ha visto crescere il numero dei propri membri, studenti e docenti incuriositi dal “fenomeno “ e interessati a voler ampliare il proprio vocabolario.
Il nostro augurio è che il gruppo possa continuare a crescere, e per questo invitiamo tutti voi a farne parte, così che la cultura non venga ridotta e percepita solo come le ore trascorse fra le quattro mura di un’aula, ma possa diventare sempre più ricerca attiva e appassionata, perché la cultura siamo noi e l’uso che ne facciamo.
I partecipanti sono gli alunni delle classi:
IVA
VD
IVE

Diana Federica

venerdì 6 maggio 2016

Chiaro- Sintetico- Efficace


Questo è il consiglio che Tina Cioffo,giornalista della testata Il Mattino ha  impartito nel suo primo incontro alla redazione di I-school del Liceo Scientifico Emilio Segrè di San Cipriano d'Aversa. "Come deve essere un vero articolo?" Questa è la domanda che Tina Cioffo ha posto ai ragazzi della redazione. "Un buon articolo non deve essere noioso e ripetitivo ma accattivante, tanto da attirare la curiosità dei lettori." La regola principale è essere chiari, sintetici ed efficaci. Chiari, in modo tale che chi legge possa capirne il contenuto e sintetici per evitare che i lettori si annoino. Questi due elementi rendono l'articolo efficace tanto da spingere il lettore a continuare a leggere. Le tre ore trascorse con la tanto attesa giornalista non sono state per niente seccanti, anzi... Le sue esperienze e i suoi insegnamenti hanno affascinato i ragazzi, permettendo loro di interiorizzare piacevolmente gli argomenti trattati. Voi sapevate che la prima pagina di un giornale può essere suddivisa utilizzando i nomi delle parti del corpo? Ebbene sì, troviamo il piedone nella parte bassa della pagina, la pancia al centro, la spalla alla sinistra e la testata in alto. Gli aspiranti giornalisti sono rimasti colpiti dalla lezione che si è tenuta il 12 aprile e che ha attirato l'attenzione di tutti.
 E noi siamo riusciti a catturare la vostra ?

Assunta Basile e Rosalia Di Lauro

lunedì 7 marzo 2016

Nessun giorno vi cancellerà dalla memoria del tempo.

Il giorno 25 febbraio 2016, nella sala “Don Diana” del Centro di Formazione Nazionale del Corpo Forestale dello Stato di  Castel Volturno,alcuni rappresentati del Liceo E.G.Segrè hanno partecipato al memoriale in onore della Shoah.
Fondamentale  la presenza del giornalista Nico Pirozzi, del magistrato Paolo Albano,  diFelice Stellato, del prof.Giovanni Mesolella, del giornalista Geo Nocchetti, delle signore Alberta Levi Temin e Diana Pezza Borrelli.
 << La memoria...cos'è la memoria?>>
E' così che Nico Pirozzi attira l'attenzione dei ragazzi venuti da tutta la pr
ovincia di Caserta. La memoria ci appare come un libro! Uno di quei libri che ci restano impressi,uno di quelli che non si possono dimenticare facilmente. La memoria,dopo un resoconto storico del giornalista, è un diritto che l'Italia non ha sempre avuto in quanto 'vittima' delle stragi scomparse dalla storiografia. Tra le stragi dimenticate,Paolo Albano cita quella di 'Caiazzo' avvenuta il 13 ottobre del 1943.
Ventidue quel giorno furono le vittime dei soldati tedeschi ,vittime dimenticate dalla storia,vittime divenute numeri. Uno scontro tra memoria e oblio,una strage che vide la luce quando Joseph Agnone scoprì il dossier sulla strage di Caiazzo. Anime private del proprio respiro vitale per la volontà di Wolfgang Eric Emden,un sottotenente tedesco,all'epoca ventenne,che quel giorno divenne arbitro della vita e della morte. Wolfgang viene arrestato e interrogato all'età di 70 anni e condannato  all'ergastolo in Italia per la tenacia e l’abnegazione del dott. Albano,mentre in Germania quest'uomo non fu condannato ad alcuna pena. Come in una macchina del tempo,attraverso le opinioni delle persone presenti,si ripercorre lentamente la storia. Una storia che tutti noi conosciamo,una storia che Alberta Levi Temin,almeno in parte,ha vissuto. Alberta,oggi 97enne,è una testimone oculare degli orrori della guerra. La donna non si considera un'eroina perchè ha trascorso gli anni delle deportazioni nascondendosi,ma ha provato sulla sua pelle il terrore delle leggi razziali. Il suo è un monologo da brivido,che porta a riflettere sul perchè l'uomo,da sempre,per motivazioni futili diventa assassino del rispetto,della diversità e della vita.  Il suo invito è quello di allenarci al dialogo,di vivere,altrimenti non si può dare un senso concreto alla vita.
O si vive in base alla coscienza o si cade in preda al male del mondo.
Dimenticare il passato significherebbe rimuovere dal tempo quelle vittime innocenti  la cui unica colpa era quella di non appartenere alla razza ariana ,ed è proprio per questo motivo che l'importanza della storia porta alla nascita della Legge 211 del 2000,la quale stabilisce il giorno della memoria,affinchè gli orrori del passato possano essere d'insegnamento all'uomo e per ricordargli che la vita è un dono,che non esiste alcuna razza se non quella dell'umanità.
                                                                                                                     
Di seguito le poesie presentate dagli allievi che hanno partecipato alla manifestazione.

 Maria Iorio

E’ FINITA

Ѐ lì, immobile, che si tiene le ginocchia.
Il calvo capo chino,
volto all’arido terreno.
Uomini tutti uguali,
solo un numero ad identificarli,
solo l’aspetto ad amalgamarli.
Uno ad uno, tutti vanno via.

Ѐ sola, impaurita,
circondata da corpi senza vita,
altri che non l’hanno mai vissuta.
Qualcuno la porta con sé,
la prendono con forza,
non vuole guardare,
sa che le faranno altro male.
Anime in cerca di una vita,
anche per lei è finita.

Nicolina Nobis

Jet black
Luce che accarezza le spine,
parole macchiate di sangue salgono al cielo,
baratro profondo,
angelo nero.


Ida Cantone

La fine

C’è freddo;
niente è peggio,
senza speranza,
solo paura
la fine è sicura!
Solo un numero son diventati,
senza cibo son restati.

Carmen Borrata


Ricordi lontani

Urla strazianti,
gente che cade
senza sentirla
trafitta da spade.

Il ricordo lontano
 di una strage bianca
un aiuto vano
anche quello manca.

Per chi si combatte,
nessuna uguaglianza,
senza più forze,
nemmeno speranza.

Urla strazianti,
gente che cade
senza sentirla
trafitta da spade.

Celeste Dazzi

Speranza muta

Non c’è silenzio nei campi,
urla di bambini,
disperazione di madri,
strazio di padri.

C’è silenzio nell’anima,
straziata dal dolore,
muta nel vuoto, 
ma ancora piena di speranza.

Fuori la luce,
dentro il buio
li riduce.

Ilaria Ardente

Vite mai vissute

Immersi nel silenzio misto ad orrore, 
nei campi c’è sempre più terrore.
Privi di tutto,
corpi sparsi.
Senza un nome,
senza un cognome.
Solo un numero li copre.

Vite bruciate,
vite indignate,
vite mai vissute!

Lucia Zara

Aspettando 

Persone che hanno perso la voglia di vivere,
senza speranza,
senza amore, solo dolore.

Desiderano uscire da quella prigione,
ma intanto
aspettano
la fine.
Raffaella Diana

Nel Buio

Un treno
arriva,
è fermo
nel buio.

Un bambino
scende,
è solo
nel buio.

Un uomo
lavora,
è stanco
nel buio.

Una donna
ha fame,
è triste
nel buio.

Un treno, un bambino,
un uomo, una donna,
vanno verso lo stesso destino,
nel buio.

Alessandra Iorio

... Perchè Ricordare?

Uomo deriso,
Uomo picchiato,
Uomo con le lacrime al viso,
Uomo alla vita afferrato,
ma alla morte destinato.
Uomo pieno di paura,
Uomo discriminato per natura,
Uomo trattato come spazzatura
per generare una razza pura.
Uomo ucciso senza premura.
Perché ricordare? A che serve la memoria?
Essenziale non è ripensare
solamente la Shoah cosa sia stata,
c’è bisogno che ognuno comprenda
che la Shoah non deve essere replicata.

 Rosa Reccia e Federica Schiavone

Memoria.Ricordo.Dolore.

Chissà mai perchè
noi ricordiamo
sempre
le cose più brutte.
Sono stampate
con l'inchiostro indelebile sul nostro cuore,
la mente che formula l'immagine
e gli occhi che tremano a tale pensiero.
Tutto ciò per ricordarci
quanto siamo colpevoli,
di che orrori siamo capaci,
di quanto siamo limitati.
Morte e distruzione sono le nostre armi più illegittime,
ma le più usate.
"Pulvis et umbra sumus"

Giusy Pirozzi

Poesia giornata della memoria. 

Ricordo errori passati,
orrori commessi, diritti calpestati .
Ho memoria di vite spezzate ,
mai dimenticherò le libertà negate,
ad appassire è stata lasciata la ragione,
unico peccato è stato professare un’altra religione,
mai questo giorno possiamo scordare,
sperando che questo ingiusto mondo possa cambiare.

Francesco Zara 

Non si può semplicemente dimenticare 

Non possiamo dimenticare il dolore,
le assordanti grida e il terrore;
non si può mettere una pietra sopra a una tragedia del genere
se di uomini, donne e bambini non resta altro che cenere.
Fiumi di lacrime sono state versati,
migliaia di case abbandonate;
non possiamo solamente far finta di niente
come è solita fare la gente.
Che  accendiate  una candela o diciate una preghiera,
ricordate chi non c’è più almeno la sera;
raccontate ai vostri figli dell’Olocausto,
fate sì che non accada mai più qualcosa di così infausto.

Tonia Guaglione

Libertà privata

In gabbia come animali
usati come schiavi,
torturati, picchiati, gettati come sacchi,
uomini diventati matti.

Uomini, donne, bambini
libertà privata, vita malata.
Preferiscono morire,
invece che patire.

Cercavano le porte, invece solo morte.

Imma Cioffo
                                   

La mano degli uomini

Corpi nel recinto,
ebrei,
dignità rubata,
cenere,
cielo vuoto.

La mano degli uomini
ha cambiato la storia,
ha cambiato la sorte
di poveri uomini,
ha cambiato le vite.
     
 Erika Tornincasa