mercoledì 5 giugno 2019

ARTE COME MODO DI ESPRIMERSI



Il 27 Maggio c.a. si è svolta la Giornata dell’arte e della creatività per la valorizzazione del territorio, organizzata dalla Consulta provinciale degli studenti, presso L’ISISS “Righi-Nervi-Solimena” di Santa Maria Capua Vetere. L’attività ha coinvolto numerosi istituti di istruzione secondaria superiore della provincia, tra cui il nostro. La giornata, in un’armonia di creatività, ha visto l’espressione di tutte le forme d’arte: canzoni, balli, disegni, dipinti, manufatti artistici. Il nostro liceo, rappresentato dalla classe 3^Bs, ha presentato diversi contributi, frutto dell’approfondimento di tematiche di attualità, quali educazione ambientale, violenza di genere, intercultura. Sono stati particolarmente apprezzati i gioielli, realizzati con materiali riciclabili, e originali disegni artistici. La giornata ha coinvolto veramente tutti e ha dimostrato, ancora una volta, che l’arte è sempre un canale efficace e valido per esprimersi.

Maria Cioffo
Ilaria Guarino
IIZ

“LIBERTÀ DI PAROLA”: PAROLA SÌ, MA LA LIBERTÀ?



17 maggio, Aversa- Molti giovani hanno dichiarato di sentirsi soli, perché nessuno più è disposto ad ascoltarli. Ad ascoltare le loro parole. “Ciao, posso dirti una cosa...”
“Non ho tempo ora, magari più tardi”; stranamente quel più tardi non arriva mai. Però, quando le parole degli altri iniziano ad avere conseguenze, apparentemente negative, nella vita di tutti, si comincia a prestargli attenzione. Parole pungenti, come “omosessuale”, vengono bandite dalla nostra società, la quale non accetta il diverso. Ma diverso da chi?
Si parla tanto di “libertà di espressione”, “libertà di parola”, ma a conti i fatti, tutti si lasciano influenzare dal pensiero degli altri. Le parole altrui risultano più importanti di quelle della persona stessa che parla. Così, quando quest’ultime vengono utilizzate per ferire, per annientare, portano alla distruzione della persona stessa. Ne sono un esempio i numerosi suicidi da parte di molti giovani che, a causa di offese o discriminazioni di ogni genere, hanno deciso di porre fine alla propria vita. 
Ed eventi del genere continueranno a susseguirsi se la società, la nostra società, non adeguerà i ragazzi ad un uso corretto della parola. Si, perché la parola deve essere dosata e si deve sapere usare, perché se è davvero l’arma che differenzia gli esseri umani dagli altri esseri viventi, allora è l’arma più potente che si possiede. Arma a doppio taglio, da una parte mortale, dall’altra vitale. E tu, da che parte stai?


Maria Cioffo IIZ

DIARIO DI UN’APPRENDISTA ASTRONAUTA - RECENSIONE



Diario di un’apprendista astronauta è un libro autobiografico di Samantha Cristoforetti, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea.
Pubblicato il 4 ottobre 2018 in lingua italiana, il libro non è un manuale da seguire o una guida per diventare il candidato perfetto dell’ISS (International Space Station), bensì la storia del lungo e arduo cammino che ha portato Samantha a raggiungere quello che è tra il più esuberante dei sogni, rendendolo realtà: raggiungere lo spazio.
Durante la lettura, si ha l’opportunità di percepire l’entusiasmo e la passione di una vita che ardono nel suo cuore.
Felicità, tristezza, delusione, amore ... le emozioni di Samantha costituiscono note armoniose della sinfonia della sua vita, che spingono ad esultare per i successi e a soffrire per le sue delusioni.
Una caratteristica peculiare della narrazione è la capacità di portarci a riflettere su determinate scelte, che siano state già fatte in passato o che faremo in futuro.
Ci induce ad un dialogo interiore, al ricordo di una fantasia lontana, al sogno e alla consapevolezza che la distanza tra esso e la realtà è superata dalla volontà e dall’azione.


Michela Della Gatta

sabato 4 maggio 2019

"Solo un prete": Luigi Intelligenza e Don Giuseppe Sagliano raccontano Don Diana






L’Agro Aversano ha fama di essere terra “sconsacrata”, set di scenari degni dei libri di Roberto Saviano, una terra di nessuno in cui i poveri abitanti sono abbandonati a se stessi, e alle malattie che i loro compaesani  hanno fatto in modo che nascessero, crescessero e venissero coltivate proprio sul suolo calpestato ogni giorno per andare a lavoro o a scuola.

Può succedere a volte, che in un luogo del genere, nasca qualcuno che ha voglia di far sentire il proprio pensiero, e può succedere che questo qualcuno non abbia bisogno di urlare, bensì di scrivere.

Luigi Intelligenza è uno scrittore e giornalista free-lance; vive a Villa di Briano e proprio lì ha fondato l’associazione culturale Naif nel 2007, con l’intento di restituire alle “terre di camorra”, la passione per la letteratura e la scrittura. Nel 2018, sotto la guida di Don Giuseppe Sagliano , scrive un libro su Don Giuseppe Diana, prete anticamorra mitizzato e martirizzato dai media e dai casalesi, con lo scopo di strappare il velo creato dai giornali e dalla televisione, che ha fatto si che Don Peppe Diana diventasse un supereroe ligio alla sua guerra contro la camorra, toccando infatti il lato umano del prete e  grazie alla testimonianza di Don Sagliano, può raccontarlo tramite gli occhi di chi gli è stato accanto, durante il suo cammino spirituale e la sua vita da curato. Il libro si intitola “Solo un prete”.

Il 18 marzo 2019, alcune classi del liceo “Emilio Gino Segrè”  hanno avuto il piacere di incontrare i due autori del libro in Aula Magna, per dibattere e capire quanto lavoro si celi dietro la stesura di un libro. All’incontro hanno presenziato anche le professoresse Corvino Ornella e Bove Clelia, testimoni dirette dell’operato di Don Diana in quanto partecipi attive dell’associazione cattolica di Casal di Principe negli anni ’80.

Luigi Intelligenza, che gli studi li ha conclusi pochi anni fa, con grande entusiasmo ha coinvolto sin dal principio tutti i ragazzi presenti, riuscendo a tenere viva l’attenzione con gli interessanti racconti del “dietro le quinte” del romanzo. Gli animi sensibili e accorti degli scrittori emersi dai loro sguardi, e quelli di Intelligenza hanno scrutato il volto di ciascun alunno e si sonoriempiti di meraviglia ascoltando le domande, i pareri e rispondendo con la disinvoltura e la semplicità di chi ha partecipato, senza mai perdere la passione, all’ennesimo seminario.

Ma lo sguardo di vera e propria ammirazione è stato quello di Don Peppe Sagliano, che, mentre si sistemava il collarino ecclesiastico, rilasciava perle di saggezza che solo l’esperienza e il contatto con una moltitudine indefinita di fedeli,possono regalare.  Don Giuseppe Sagliano era circondato da un’aurea che contraddistingue i curati, a metà tra la beatitudine e la saggezza, come se nelle rughe del volto celasse tutti i segreti e le confessioni ricevute negli anni, e ne portasse il peso sulle spalle. Entrando in fretta nell' aula,a causa di un lieve ritardo dovuto ad un altro incontro, ha rilasciato un odore di incenso nell’aria, e una volta seduto ha iniziato a trattare i presenti come dei fedeli ascoltatori di una qualche sua omelia domenicale. Con la voce rauca, e di tanto in tanto spezzata dall’emozione, insieme alle professoresse presenti, ha ricostruito la vita di Don Peppe Diana, raccontandola come si racconta una favola ai nipotini, con la stessa dolcezza e attenzione nei particolari. Il ricordo del grande amico, della guida e del prete che Don Diana è stato, ha regalatomomenti di emozione e ilarità generale, rendendo non solo interessante l’incontroma anche particolarmente toccante.

Importanti sono state le testimonianze delle professoresse Bove e Corvino, all’epoca ragazze come gli alunni presenti, che hanno raccontato scorci di vita quotidiana,lasciando trasparire l’immagine di un Don Peppe sempre felice,entusiasta , attento ai bisogni e alle necessità altrui, ma soprattutto profondamente devoto, non solo al Signore, ma alla vita stessa, intesa come portatrice di gioia per la sua essenza ed effettività; era grato a Dio per il solo fatto di esistere, e trattava qualsiasi vita con estrema accortezza.

Il momento di massima commozione generale,è dovuto a Don Sagliano, che con le mani aperte come a pronunciare un Padre Nostro, e la voce spezzata dalla suggestione del momento e dai ricordi che affioravano nella sua mente, ha raccontato la genesi del Centro Immigrazione di Casal di Principe , ad opera dell’immensa carità di Don Peppe Diana.

Durante tutto l’incontro, nell’aria è rimasta sospesa una frase, che nessuno dei conferenti ha avuto il coraggio di pronunciare, ma aleggiava nella stanza come un messaggio, con la speranza che tutto ciò che è stato scritto, detto e filmato sulla vita di Don Peppe Diana non sia stato vano,e possa rimanere nel tempo, immutabile.

Nessuno muore realmente finché vive nel cuore di chi resta”
Nunzia Di Puorto
VL

martedì 26 marzo 2019

Settimana dell’Amministrazione Aperta 2019: il team LTM del Liceo “E. G. Segrè” di S. Cipriano d’Aversa in visita presso il capannone confiscato di Villa Literno. Da bene della camorra a fabbrica sociale



Costruttiva e stimolante visita di monitoraggio per il team LTM del Liceo Scientifico Statale “Emilio Gino Segrè” di San Cipriano d’Aversa (CE), guidato dal dottore Giovanni Allucci, dalla dottoressa Maria Michela Ucciero di “Agrorinasce” e dalla professoressa referente Iolanda Riccardi, presso i beni, confiscati alla camorra e destinati a riuso sociale, di Villa Literno, oggetto del percorso ASL in ASOC OpenCoesione del gruppo classe Terza Z. Il team, in particolare, si è recato nel territorio liternese per verificare lo stato di conservazione di un capannone sequestrato. Nella suddetta struttura avverrà la trasformazione di una qualità particolare di pomodorino, coltivato in un terreno salmastro, bene anch’esso confiscato, appartenuto al clan della famiglia Zagaria. Qui sarà realizzata la raccolta da parte di immigrati, da assumere e regolarizzare. I componenti del team hanno intervistato il dott. Allucci per rilevare le criticità e le potenzialità del progetto posto in essere. Le informazioni ricavate ineriscono alla tempistica circa il termine dei lavori, che dovranno essere completati entro il 2021. Il responsabile amministrativo di Agrorinasce, inoltre, ha specificato che saranno indette gare d’appalto con il coinvolgimento del comune di Villa Literno, di ingegneri, agronomi, geologi e produttori ortofrutticoli. Infine, parte dei soldi non investiti saranno restituiti all’Unione Europea con un conseguente risparmio dei fondi.

Team LTM, Classe IIIZ